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Fornitura e manutenzione prodotti antincendio

 

 

 

PETROLCAM - I nostri prodotti antincendio

In questa sezione troviamo l'elenco delle tipologie di prodotti antincendio e D.P.I. correlati da descrizione e foto esplicativa.

 

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ESTINTORI

Per contenere e combattere un incendio è necessario intervenire subito, appena inizia la combustione. È quindi decisivo il primo intervento, che spesso può essere effettuato da qualsiasi persona si trovi sul posto. Il mezzo più efficace è rappresentato dagli estintori portatili che occorre siano disposti in un luogo facilmente accessibile, controllati periodicamente, impiegati correttamente. L'estintore è un mezzo di semplice utilizzo, ma per ottenere le migliori prestazioni è opportuno che l'operatore conosca le caratteristiche, la tecnica, e i limiti d'impiego derivanti dall'agente estinguente in esso contenuto. Petrolcam assiste i propri clienti nella scelta dell'estintore, nell'utilizzo e nella manutenzione dello stesso.

La normativa UNI 9994-1 prescrive i criteri per effettuare il controllo iniziale, la revisione e il collaudo degli estintori, ai fini di garantirne l'efficienza operativa, secondo la legislazione vigente. Fai click sulla attività di manutenzione per conoscerne i dettagli

IDRANTI / MANICHETTE

Le reti idranti ordinarie sono destinate alla protezione di attività ubicate all'interno degli edifici, con apparecchi erogatori ubicati sia all'interno sia all'esterno degli stessi edifici. Esse sono caratterizzate dall'essere permanentemente in pressione d'acqua onde consentire la massima rapidità d'intervento.

***DISTANZE (reti idranti ordinarie):

Gli idranti e/o naspi all'interno dei fabbricati devono essere ubicati in modo che siano soddisfatti i seguenti requisiti:

-ogni punto dell'area protetta disti al massimo 20 mt. (distanza geometrica) dall'idrante a muro o naspo più vicino

-nei fabbricati a più piani, ove occorra l'impianto di idranti, devono essere installati idranti a muro/naspi a tutti i piani

***DISTANZE (reti idranti all'aperto):

Nelle reti idranti con apparecchi erogatori costituiti da idranti a muro o naspi, gli apparecchi devono essere collocati in modo che ciascun apparecchio sia raggiungibile da ogni punto dell'attività interessato dal pericolo di incendio con percorsi non maggiori di 30 mt.

CONTROLLO PERIODICO UNI EN 671-3
SISTEMI DI EVACUAZIONE FUMI

I sistemi forzati (SEFFC) sono costituiti da uno o più evacuatori forzati in grado di convogliare verso l’esterno i fumi generati dall'incendio in modo indipendente dalla spinta di galleggiamento risultante dalla differenza di densità.

Alle diverse fasi di sviluppo di un incendio corrispondono temperature diverse dei fumi generati.

Le prime fasi dell’incendio sono caratterizzate da temperature relativamente ridotte. Al piccolo gradiente termico corrisponde una ridotta spinta di galleggiamento e, quindi, una minore capacità di scarico dei fumi verso l’esterno per mezzo di sistemi naturali.

Questo è un motivo di scelta dei sistemi forzati che sin dalle prime fasi dell’incendio estraggono anche i fumi freddi (T<72 °C).

Il principio di funzionamento di tali sistemi è piuttosto elementare, infatti essi sono in grado di convogliare verso l’esterno, tramite specifici estrattori forzati, i fumi generati dall'incendio in modo indipendente dalla spinta di galleggiamento risultante dalla differenza di densità, lavorando esclusivamente sulla portata d’aria estratta dal comparto in cui sono presenti i fumi.

CONTROLLO PERIODICO UNI 9494-3
IMPIANTI DI RILEVAZIONE INCENDI

Per impianto di rilevazione incendio si intende un insieme di dispositivi elettronici predisposti per rilevare la presenza di un incendio dentro un edificio, per segnalare l'allarme sonoro e visivo a tutti i presenti e per segnalare l'allarme alla portineria e ai soccorritori esterni.

Gli impianti di allarme incendio possono venire installati e messi in funzione negli stabilimenti industriali, edifici pluripiano, magazzini e centri commerciali, complessi alberghieri, ospedali e cliniche sanitarie e enti pubblici. Un impianto di allarme incendio è fondamentalmente formato da una centralina di allarme, la quale riceve il segnale da una serie di "dispositivi di rivelazione' e dalla quale escono i segnali di allarme con una serie di "dispositivi di segnalazione" (ad esempio sirene e collegamenti ai soccorritori esterni)

I "dispositivi di rivelazione" rappresentano l'input per la centralina di allarme e sono essenzialmente i seguenti dispositivi:

**dispositivi rivelazione fumi e incendi
**pulsanti manuali di allarme.

I "dispositivi di segnalazione" rappresentano l'output per la centralina di allarme e sono essenzialmente i seguenti dispositivi:

**sirene acustiche
**pannelli luminosi rossi lampeggianti
**dispositivi di segnalazione ai soccorritori esterni

CONTROLLO PERIODICO UNI 11224
IMPIANTI ANTINCENDIO SPRINKLER

Lo sprinkler (letteralmente “spruzzatore” in inglese) è un sistema automatico di estinzione a pioggia; ha lo scopo di rilevare la presenza di un incendio e di controllarlo in modo che l’estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure di estinguerlo nello stadio iniziale (impianti ESFR = Early Suppression Fast Response).

Un sistema sprinkler comprende un’alimentazione idrica e una rete di tubazioni, solitamente posizionate a livello del soffitto o della copertura, alla quale sono collegati, con opportuna spaziatura, degli ugelli erogatori chiusi da un elemento termosensibile. In caso d’incendio, il calore sviluppato provoca l’apertura degli erogatori che si trovano direttamente sopra l’area interessata e conseguentemente la fuoriuscita di acqua in goccioline che permette il rapido controllo dell’incendio con il minimo dei danni.

In molte situazioni è sufficiente l’attivazione di meno di quattro sprinkler per spegnere l’incendio. In scenari con incendi che si sviluppano rapidamente (ad esempio in caso di versamento di liquidi infiammabili), possono essere necessari fino a dodici sprinkler per il controllo dell’incendio.

CONTROLLO PERIODICO UNI EN 12845
SISTEMI DI POMPAGGIO ANTINCENDIO

Le pompe antincendio sono il cuore degli impianti idrici antincendio e pertanto debbono essere appositamente progettate e costruite per questo specifico utilizzo.


Le pompe ammesse dalla UNI EN 12845 per l'alimentazione degli impianti sprinkler sono fondamentalmente:
*** quelle orizzontali del tipo axial split case o end-suction, queste ultime del tipo back pull-out
* quelle verticali con flusso semiassiale del tipo vertical turbine pump
*** non si possono utilizzare pompe del tipo monoblocco (albero motore/pompa unico) o accoppiate a mezzo giunto rigido
*** non si possono utilizzare pompe del tipo centrifugo verticale multistadio (dette anche pluristadio)
*** si possono utilizzare pompe sommerse con motore non immerso


Laddove è possibile si devono utilizzare pompe centrifughe ad asse orizzontale, installate sottobattente in conformità con quanto segue:
*almeno due terzi della capacità effettiva del serbatoio di aspirazione devono essere al di sopra del livello dell'asse della pompa
*l'asse della pompa non deve essere a più di 2 m al di sopra del livello minimo dell'acqua nel serbatoio di aspirazione. Se ciò non è fattibile, la pompa può essere installata in condizioni di soprabattente oppure si possono utilizzare le pompe verticali immerse a flusso assiale (vertical turbine pumps).

CONTROLLO PERIODICO UNI 11292
D.P.I. - DISPOSITIVI di PROTEZIONE INDIVIDUALE

Con il termine dispositivi di protezione individuale (acronimo DPI) si intendono i prodotti che hanno la funzione di salvaguardare la persona che l'indossi o comunque li porti con sé, da rischi per la salute e la sicurezza, sia in ambito domestico, sia in ambito sportivo, sia in ambito ricreativo e, ovviamente, in campo lavorativo.
Il D.Lgs. n. 81/2008, Testo Unico Sicurezza Lavoro, stabilisce che i DPI utilizzati in ambito lavorativo devono sottostare alle disposizioni di cui al D.Lgs. 475/92 e stabilisce che qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (art. 74, comma 1 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n.81)
Il D.Lgs. 81/2008 prevede l'utilizzo dei DPI solo quando l'adozione delle misure tecniche preventive e/o organizzative di protezione collettiva non risulti sufficiente all'eliminazione di tutti i fattori di rischio. In altri termini, il DPI va utilizzato solo quando non è possibile eliminare il rischio.

I DPI devono:
***essere adeguati alle condizioni presenti sul luogo di lavoro
***essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare un rischio maggiore per il lavoratore
***tener conto delle esigenze ergonomiche e della salute del lavoratore

I DPI sono divisi in tre categorie, in funzione del tipo di rischio:
***I categoria: dispositivi di facile progettazione e destinati a salvaguardare gli utilizzatori da danni lievi - autocertificati dal produttore
***II categoria: tutti quelli non rientranti nelle altre due categorie - rischio significativo come ad esempio occhi, mani, braccia, viso - prototipo certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato
***III categoria: dispositivi di progettazione complessa e destinati a proteggere gli utenti da rischi di morte o di lesioni gravi - comprende tutti i DPI per le vie respiratorie e protezione dagli agenti chimici aggressivi - prototipo certificato da un organismo di controllo autorizzato e notificato, e controllo della produzione

 

 

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